edizione 2026
Madre Terra
Un festival itinerante a Perugia e in Umbria
Quest’anno abbiamo scelto di attraversare l’Umbria, noon soltanto per portare Eco Sanfra in luoghi diversi, ma per costruire un percorso capace di incontrare territori, comunità e pubblici differenti.
Il cammino della terza edizione è iniziato a Spoleto con “Sport per tutti – Spoleto Inclusiva”, una giornata dedicata allo sport come spazio di partecipazione, educazione e sostenibilità sociale, che ha coinvolto scuole, associazioni, atleti e cittadinanza. Proseguirà il 18 settembre ad Assisi, nella Piazza Inferiore di San Francesco, con lo spettacolo Occhi e Gabbie – La cella che chiude, la cella che salva. Dal 24 al 27 settembre raggiungerà il suo nucleo centrale a Perugia e terminerà il 2 ottobre a Terni, a Palazzo Gazzoli, con Roberto Mercadini e lo spettacolo Noi siamo il Suolo, Noi siamo la Terra.
Questa edizione itinerante nella città e nel territorio, vuole distribuire occasioni di conoscenza, aprire spazi di confronto e avvicinare il Festival alla vita delle comunità locali, convinti che la sostenibilità non può essere confinata in un unico luogo, ma riguarda il modo in cui abitiamo le città, costruiamo relazioni, produciamo valore e ci prendiamo cura di ciò da cui dipendiamo.
Anche a Perugia saremo un festival diffuso in vari spazi del centro storico. Gli incontri e gli spettacoli saranno distributiti tra spazi iconici della città: l’Auditorium San Francesco al Prato, la Fondazione Perugia, il Centro Servizi Camerale Galeazzo Alessi, il Museo del Capitolo di San Lorenzo – Isola San Lorenzo, l’Università per Stranieri di Perugia e il Teatro Morlacchi. Con la Climate Walk porteremo inoltre la riflessione nelle strade, trasformando la città in uno spazio aperto di osservazione, esperienza e partecipazione concreta per la cittadinanza.
Abbiamo scelto sedi diverse perché vogliamo rivolgerci a pubblici diversi: studenti e studentesse, famiglie, imprese, professionisti, ricercatori, istituzioni, associazioni e cittadini. Lectio, panel, laboratori, dialoghi, passeggiate, mostre e spettacoli saranno linguaggi differenti attraverso cui entrare nello stesso tema e renderlo accessibile a più livelli.
Madre Terra: ciò che ci sostiene, ciò che ci riguarda
Dopo “Sorella Acqua” e “Fratello Sole”, continuiamo il nostro percorso attraverso il Cantico delle Creature scegliendo “Madre Terra” come bussola culturale della terza edizione.
Nel Cantico, la Terra non è uno sfondo immobile né una risorsa a disposizione: è Madre perché sostiene, governa e produce frutti. È la condizione materiale della vita, ma anche il luogo in cui si costruiscono legami, identità, economie e responsabilità.
Con questa edizione vogliamo quindi riportare lo sguardo verso ciò che spesso rimane sotto i nostri piedi e fuori dal dibattito pubblico: il suolo, un ecosistema vivo, una risorsa limitata e un bene comune. Dalla sua salute dipendono la sicurezza dei territori, la produzione alimentare, la biodiversità, la capacità di assorbire carbonio e la qualità degli spazi in cui viviamo.
Parlare di Madre Terra significa dunque andare oltre la sola dimensione ambientale, per interrogarci sul rapporto tra Umanità, Comunità e Suolo, i tre assi attraverso cui svilupperemo il racconto dell’edizione 2026.
Umanità
La crisi ambientale non produce conseguenze astratte. Attraversa i corpi, le condizioni di vita, i diritti e le possibilità delle persone.
Affronteremo il rapporto tra cambiamento climatico e migrazioni, le nuove geografie umane generate dalla desertificazione, dalla scarsità delle risorse e dagli eventi estremi. Ragioneremo sulle fragilità individuali e collettive, sulla giustizia ambientale e sul diritto delle comunità a partecipare alle decisioni che riguardano i propri territori.
Lo faremo attraverso la ricerca, il confronto internazionale e le esperienze di chi lavora sul campo. Le storie di Sarah Finch, vincitrice del Goldman Environmental Prize 2026, e di Angelica De Vito, impegnata nello studio delle migrazioni climatiche, ci aiuteranno a comprendere quanto la difesa dell’ambiente sia strettamente legata alla tutela dei diritti civili, alla partecipazione democratica e alla capacità delle persone di costruire il proprio futuro.
Comunità
Nessuna trasformazione può essere affidata esclusivamente ai comportamenti individuali. Custodire la Terra richiede comunità capaci di organizzarsi, istituzioni disposte a collaborare, imprese responsabili e strumenti economici coerenti con i limiti del pianeta.
Per questo parleremo di finanza sostenibile, criteri ESG, società benefit e modelli filantropici. Ci chiederemo come orientare risorse e investimenti verso attività capaci di produrre valore non soltanto economico, ma anche ambientale e sociale.
Metteremo a confronto esperienze di amministrazioni, aziende, terzo settore e organizzazioni internazionali. Approfondiremo il ruolo della digitalizzazione nel contrasto allo spreco, la costruzione di reti territoriali e la possibilità di trasformare ciò che oggi consideriamo uno scarto in una risorsa per lo sviluppo locale.
La sostenibilità diventa così un progetto condiviso: non un insieme di dichiarazioni, ma un modo concreto di prendere decisioni, distribuire responsabilità e misurare gli effetti delle nostre azioni.
Suolo
Il suolo sarà il centro scientifico ed etico di “Madre Terra”.
Scenderemo sotto la superficie per osservare un mondo complesso e invisibile, nel quale carbonio, microrganismi, acqua, radici e materia organica costruiscono le condizioni necessarie alla vita. Parleremo di microbiologia, salute degli ecosistemi, consumo di suolo, prevenzione del rischio e sicurezza dei territori.
Un approfondimento particolare sarà dedicato al Carbon Farming, una delle frontiere più avanzate nella lotta ai cambiamenti climatici. Analizzeremo il ruolo del carbonio organico nei terreni, le nuove politiche europee, le pratiche agricole capaci di rigenerare il suolo e le opportunità che possono nascere per imprese e comunità rurali.
Non esiste futuro dei territori senza attenzione per ciò che cresce, rigenera e nutre. Custodire il suolo significa proteggere la biodiversità, rafforzare i sistemi alimentari e riconoscere nell’agricoltura una parte essenziale della transizione ecologica.
Ricerca scientifica e linguaggio
Abbiamo scelto di affiancare alla ricerca scientifica e al confronto istituzionale il linguaggio del teatro, della fotografia, del racconto e dell’esperienza diretta.
Gli spettacoli di Assisi, Perugia e Terni non saranno momenti separati dal programma, ma parti dello stesso percorso. Parleranno di reclusione e trasformazione, libertà, memoria civile, ferite dei territori e appartenenza alla Terra.
Anche I Dialoghi della Terra nasceranno con questo obiettivo: creare uno spazio in cui competenze differenti possano incontrarsi senza rimanere chiuse nei rispettivi settori. Scienza, economia, diritti, paesaggio e cultura diventeranno parti di una stessa conversazione, perché le questioni ambientali non possono essere comprese attraverso un solo punto di vista.
Con “Madre Terra” vogliamo riportare l’attenzione su un nodo che riguarda direttamente la qualità dei territori, la tenuta dei sistemi alimentari, la giustizia sociale e il rapporto tra ambiente, produzione e comunità.
Dal suolo dipende la vita. Dal modo in cui scegliamo di custodirlo dipende una parte decisiva del nostro futuro comune.